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Anche grazie al maggiore sviluppo di coste
di tutta l’Italia continentale, pari al 13% dell’estensione
nazionale, il turismo in Puglia rappresenta uno dei
settori economici a più elevata potenzialità
di sviluppo. Nel 1991 la capacità ricettiva della
regione, ovvero il numero di posti letto alberghieri
e complementari era rispettivamente di 35.409 e di 8.422,
mentre nel 1996 tale numero è salito a 48.814
e 110.645 per le due categorie di esercizi, pari ad
un totale di 159.459 (fonte Insud). Le presenze di turisti
italiani e stranieri nelle strutture alberghiere ed
extra alberghiere sono state nel ’97 pari a 4 e 3 milioni
di unità (circa 7,2 milioni in complesso), con
una presenza estera pari a circa il 15% del totale,
ed una permanenza media nel complesso di circa 3,6 giorni.
L’incremento di presenze turistiche negli ultimi anni
si è aggirato intorno all’8% annuo.
La spesa dei turisti
in Puglia è stata nel ’96 di oltre 4.800 miliardi
di lire, di cui 800 spesi da stranieri.
I dati suindicati
contribuiscono a sottolineare come il turismo regionale,
pur generando profitto, non incide ancora sulla crescita
del reddito e dell’occupazione regionale complessiva
in rapporto alle sue stesse potenzialità.
La presenza dello
stesso turismo estero, sia pure in crescita, risulta
ancora fortemente sottodimensionata, a conferma del
ruolo ancora marginale che la regione detiene sul mercato
del turismo estero.
La predominanza
delle presenze nazionali risulta particolarmente rilevante
anche alla luce dell’evoluzione specifica che caratterizza
negli ultimi anni la domanda nazionale, sintetizzabile
nei due aspetti seguenti:
la riduzione dei
giorni medi di permanenza associata ad una larga presenza
di fasce di domanda di livello medio-basso
una progressiva flessione del turismo balneare, a favore
dell’aumento di altre tipologie di domanda, legate in
particolare alla diffusione delle forme di agriturismo,
del turismo enogastronomico, di quello termale, culturale,
religioso, naturalistico e congressuale, in relazione
alle quali l’offerta regionale risulta ancora inadeguata.
L’aumento della presenza estera, nel contempo in direzione
di una qualificazione e diversificazione dell’offerta
in linea con l’evoluzione della domanda internazionale
e nazionale, risulta pertanto l’obiettivo principale
da perseguire per il consolidamento dell’attuale sistema
di offerta e soprattutto per favorire uno sviluppo più
significativo del settore nel suo insieme.
La specializzazione
dell’offerta turistica regionale deve avvenire in modo
armonioso e coerente con lo sviluppo del territorio,
favorendo sia l’integrazione dell’offerta a livello
territoriale (sistemi integrati di sviluppo), sia il
ricorso ad una più intensa e coordinata attività
promozionale nazionale ed estera in raccordo con le
agenzie specializzate ed i principali tour operator.
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