Le imprese:
Al 31 dicembre 1998, le imprese registrate
presso i Registri Camerali delle provincie pugliesi
ammontano a 370.452 unità.
Considerando i settori principali, le imprese
agricole ammontano a 125.621 (33,9%), quelle
manifatturiere a 37.824 unità (10,2%),
le imprese del settore delle costruzioni a 33.798
(9,1%), gli esercizi alberghieri e i ristoranti
esprimono una consistenza pari a 10.744 imprese
(2,9%) mentre gli esercizi commerciali raggiungono
una consistenza di 103.097 aziende (27,8%).
Alla stessa data, le imprese extra-agricole
ammontano a 244.077 (65,9%); di queste il 15,8%
è costituito da imprese industriali,
il 13,8% da aziende operanti nel settore delle
costruzioni, il 42,2% da attività commerciali
ed il 4,4% da alberghi e pubblici esercizi (la
rimanente quota è ascrivibile ad "imprese
non classificabili").
Sotto il profilo dimensionale, l’apparato produttivo
pugliese presenta la seguente composizione (1):
> le micro-imprese (1-9 addetti) detengono
una quota pari all’87,2%, leggermente inferiore
a quella del Mezzogiorno 87,7%) ma superiore
alla media italiana (84,6%);
> le piccole aziende (10-49 dipendenti) ammontano
all’11,3% del totale, rispetto al 10,6% del
Mezzogiorno ed al 13,2% dell’Italia;
> le medie imprese (50-249 addetti) risultano
pari all’1,3% (1,4% per il Mezzogiorno ed 1,9%
nella media nazionale);
> le imprese maggiori con più di 250
dipendenti (in numero di 105 a livello regionale)
non superano la quota dello 0,2%, leggermente
inferiore a quelle del Mezzogiorno e dell'Italia
(entrambe allo 0,3%).
I sistemi locali:
Allo stato attuale e sulla base delle dinamiche
di sviluppo emerse nell’attuale decennio, è
possibile individuare i seguenti sistemi locali
di sviluppo.
I sistemi della Puglia centrale, legati essenzialmente
alle aree produttive presenti nella provincia
di Bari.
In particolare risultano presenti:
> Il sistema murgiano-barese dell’imbottito,
con particolare riferimento all’area della Murgia
(Santeramo, Altamura), estesa a Bitonto, Modugno,
Gravina e Matera, che manifesta nel contempo
una presenza tradizionale sui mercati europei
e statunitensi (circa 1300 miliardi di lire
nel 1998), attualmente caratterizzato dalla
necessità di potenziare l’industria del
divano imbottito tramite il consolidamento della
filiera produttiva e la rete delle subforniture
indotte dalle aziende dell’area, nonché
gli interventi di infrastrutturazione dei territori.
Tale sistema appare costituito dalla presenza
di alcune aziende leader e da numerose piccole
imprese attive in proprio nella realizzazione
di lavorazioni a ciclo completo, o di alcune
fasi di lavorazione del divano (assemblaggio
fusti, cucitura rivestimenti, taglio pelli,ecc.)
in regime di subfornitura.
> Il sistema meccanico di Bari, concentrato
nell’area di Bari città con estensioni
a Gioia del Colle ed a Bisceglie, connotato
dalla necessità di potenziare gli interventi
di integrazione delle filiere produttive anche
nella componentistica meccanica e automobilistica
specializzata; di incrementare le produzioni
ad alto valore aggiunto e contenuto tecnologico;
di accrescere la promozione e commercializzazione
presso i mercati esteri. Tale sistema è
costituito dalla presenza nell’area di insediamenti
di grandi aziende di precedente o recente localizzazione,
che presentano un’elevata potenzialità
di attrazione delle subforniture indotte dai
grandi insediamenti (particolari meccanici lavorati
su macchine di precisione; particolari in plastica
stampati; pezzi metallici stampati; getti fusi
in lega leggera). A tali imprese si affianca
la presenza di un cospicuo tessuto di PMI specializzate,
prevalentemente attive su linee di produzione
autonome rispetto ai grandi insediamenti (per
esempio martelloni idraulici, attrezzature mediche,
apparecchi per telecomunicazioni), con forte
propensione all’export (nel 1998 pari a circa
600 miliardi di lire).
> Il sistema del tessile-abbigliamento del
Nord Barese, localizzato presso le aree di Bari
(Bari, Bitonto, Andria, Corato, Minervino, Ruvo,
Terlizzi, Trani ), Barletta, Bisceglie, Spinazzola,
Gravina, con estensione al territorio di Melfi
(Basilicata), specializzato nella produzione
di abbigliamento con prevalenza di intimo e
maglieria, attualmente caratterizzato dalla
necessità di spostare la capacità
competitiva verso fattori non di prezzo, sviluppando
la commercializzazione diretta e il riallineamento
delle imprese parzialmente o totalmente sommerse.
Tale sistema appare costituito da un’elevata
presenza di piccole imprese contoterziste e
façoniste con produzioni di maglieria,
biancheria e maglieria intima, abbigliamento
sportivo e per il tempo libero, collegate sia
ad imprese del medesimo territorio, sia ad imprese
dislocate fuori della regione. Nel contempo
risultano presenti imprese dotate di canali
di commercializzazione all’interno della grande
distribuzione, con mercati di sbocco sia in
Italia che all’estero (prevalentemente in area
comunitaria).
> Il sistema calzaturiero del Nord Barese,
localizzato presso le aree di Barletta e alcuni
comuni settentrionali (quali soprattutto Andria
e Trani), attualmente in crisi a causa della
crescente competitività proveniente dai
paesi asiatici. Pressante risulta la necessità
di riconvertire i prodotti/mercati tradizionali
spostando la capacità competitiva verso
fattori differenti dal prezzo. Tale sistema
appare costituito da un elevato tessuto di PMI
specializzate nei settori della calzatura iniettata
sportiva e per il tempo libero, della calzatura
anti-infortunistica, dell’applicato (scarpe
da passeggio, sandali, ciabatte), del pronto
moda. Continua a presentarsi rilevante il flusso
di export indirizzato soprattutto in ambito
comunitario, che nel 1998 è risultato
pari a circa 700 miliardi di lire.
> Il sistema agroalimentare, localizzato
in prevalenza nell’area di Bari (Rutigliano,
Corato, Altamura, Santeramo) per quanto concerne
la molitura grani, le paste alimentari, i prodotti
di panetteria e pasticceria; Gioia del Colle,
Acquaviva, Sammichele, Putignano ed Andria per
i prodotti lattiero-caseari; Barletta, Bisceglie
e Bari per la produzione di oli alimentari;
Barletta, Bari, Gioia del Colle, Gravina, Locorotondo
in particolare per i vini. I fabbisogni di tale
sistema riguardano in particolare lo sviluppo
delle vocazioni specifiche del sistema agroalimentare
attraverso il potenziamento delle attività
di trasformazione su larga scala e la valorizzazione
di produzioni locali tipiche, con particolare
riferimento ai problemi logistici di approvvigionamento
di materia prima e di organizzazione della commercializzazione
sia sui mercati internazionali che sui mercati
domestici. La presenza di imprese da tempo conosciute
sui mercati nazionali si accompagna ad una propensione
all’export dell’industria alimentare, delle
bevande risultata superiore ai 200 miliardi
di lire nel 1998, con particolare riferimento
ai settori delle paste alimentari e dell’olio
d’oliva extravergine.
> Il sistema turistico della provincia di
Bari, legato soprattutto all’area costiera presente
tra Barletta e Ostuni (BR), con forti collegamenti
ai comuni interni dell’itinerario romanico (Bitonto,
Ruvo, Conversano e, in provincia di Foggia,
Bovino e Troia) e dell’itinerario Federiciano
(Andria, Castel del Monte, Gioia del Colle e
Lucera in provincia di Foggia), nonché
all’area dei trulli (Putignano, Alberobello,
Locorotondo e Cisternino in provincia di Brindisi),
e all’area carsica di Castellana Grotte e dell’Alta
Murgia (Gravina, Altamura). I principali punti
di debolezza di tale sistema sono legati alle
difficoltà di riuscire a costituire un
sistema integrato in grado di valorizzare le
risorse naturali, culturali, storiche dell’area
compresa tra la provincia di Bari e la provincia
di Brindisi, con un’offerta sempre più
destagionalizzata di nuovi servizi di ospitalità
con specifiche caratteristiche distintive del
turismo culturale, religioso, sportivo-ricreativo,
congressuale, d’affari\fieristico, scolastico
e rurale.
I sistemi del Brindisino, legati essenzialmente
alla presenza di alcuni poli già da tempo
affermati e da altri in via di sviluppo, quali:
> L’aeronautico, meccanico, avio-motoristico,
navale, chimico-farmaceutico ed energetico tradizionalmente
presenti nell’area del capoluogo e dell’agglomerato
industriale con estensioni alle limitrofi infrastrutture
di supporto esistenti nell’area jonico – salentina,
che potrà rivestire uno sviluppo significativo
di nuove produzioni di componenti aeronautici,
ad alto contenuto tecnologico e di centri di
manutenzione di velivoli, tenuto conto della
disponibilità di spazi attrezzati in
prossimità dell’aeroporto, del porto
e di professionalità consolidate, con
notevoli ricadute occupazionali specialistiche
e di formazione professionale eccellente;
> L’agroindustriale, che per condizioni
climatiche e territoriali favorevoli, oltre
che per le tradizioni colturali produttive e
le recenti iniziative imprenditoriali nel comparto
agro-alimentare del surgelato, della pasta fresca,
della trasformazione e conservazione di preminenti
prodotti ittico-agricoli, rappresenta uno dei
settori determinanti per lo sviluppo diffuso
dell’area e l’integrazione naturale con la agricoltura.
> Il turistico, legato alla valorizzazione
di alcuni centri storici in relazione ai quali
far confluire interventi di incentivazione nel
turismo termale, congressuale, d’affari, culturale
e da diporto, nonché interventi di infrastrutturazione
specifica legati alla realizzazione di campi
da golf, di parchi tematici, etc. Il territorio
di riferimento è costituito dall’area
costiera che si estende da Monopoli a Fasano
- Ostuni con integrazione delle zone panoramiche
e climatiche della Valle d’Itria che si spingono
fino a Brindisi. L’esigenza più diffusa
risiede nella necessità di delineare
un sistema turistico provinciale integrato che
favorisca la valorizzazione dei centri storici,
delle risorse naturali, culturali, archeologiche
in un itinerario collocabile tra le provincie
di Bari e Lecce, incidenti sul litorale adriatico
e jonico e sulla Valle D’Itria e dei Trulli,
e nel contempo di arricchire l’offerta di nuovi
interventi nei servizi di ospitalità
e del tempo libero, con una offerta sempre più
destagionalizzata concentrata in aree più
predisposte. Le principali caratteristiche dell’area
risultano infatti le seguenti: notevoli e diffuse
dotazioni di risorse ambientali - naturalistiche
archeologiche, monumentali, di ampia dotazione
di beni culturali e storici; significativa diffusione
nel territorio di centri turistici e di imprenditoria
privata impegnata in investimenti che concernono
anche l’infrastrutturazione specifica di settore
che riguarda l’incentivazione del turismo congressuale,
di affari, da diporto e sulla riqualificazione
urbana dei centri interessati.
> tessile - abbigliamento, in via di sviluppo
in questi ultimi anni all’interno dell’area
formata dai comuni della fascia interna della
provincia confinante con le province limitrofe
di Bari e Taranto, rappresenta un potenziale
significativo in grado di generare ricadute
positive in termini di reddito e di occupazione.
I sistemi dell’area di Foggia, legati alla
presenza di attività:
> agricole ed agro-alimentari, soprattutto
nell’area del Tavoliere, che risulta tra le
maggiori produttrici in Italia di cereali (grano
in particolare), pomodori, olive, uva da vino,
ortaggi, ma che presenta indici elevati di produzione
anche per quanto concerne gli oli vegetali,
la lavorazione e conservazione di frutta ed
ortaggi, la produzione di granaglie e di prodotti
amidacei. L’agro-alimentare costituisce il perno
del sistema economico dell’area e dell’intera
provincia, così come confermato dalla
marcata prevalenza delle imprese agricole sul
totale provinciale, pari al 49% nel primo trimestre
del ’99, e dal ruolo dell’occupazione agricola
sul totale della provincia (19% a fronte del
12% a livello regionale e del 7% a livello nazionale).
Nel 1997 la produzione lorda vendibile dell’area
ha superato i 1.600 miliardi di lire, pari al
27% del totale regionale (delle quali oltre
il 90% risulta connesso alle coltivazioni erbacee
e legnose). Accanto all’attività primaria
di coltivazione, si è negli ultimi decenni
sviluppato un discreto indotto, soprattutto
nel Basso Tavoliere, di piccole e medie imprese
trasformatrici specializzate nella lavorazione
dei principali prodotti locali;
> del settore delle produzioni e manutenzioni
di impianti industriali grazie alla presenza
nel capoluogo provinciale di grandi aziende
del settore metalmeccanico (Sofim, Alenia);
> delle iniziative industriali rivenienti
dalla realizzazione del Contratto d'Area di
Manfredonia che dovrebbe originare, a regime,
circa 100 unità produttive di piccole
e medie dimensioni operanti nel comparto dell'industria
manifatturiera leggera;
> del comparto turistico, connotato da un
crescente aumento dei flussi legati alle risorse
naturali della costa Garganica da un lato, ed
alla presenza di oltre sei milioni annui di
pellegrini a San Giovanni Rotondo dall’altro,
questi ultimi in deciso aumento già a
partire dall’anno in corso.
I sistemi dell’area Salentina, legati alle seguenti
produzioni:
> il tessile-abbigliamento, in particolare
la produzione di abbigliamento, di calze, camicie,
cravatte e cappelli; più modesto sia
per numero che per dimensione aziendale, è
l’approdo delle imprese produttrici di filati,
ricami, tessuti e tendaggi. Le aree di maggiore
concentrazione sono quelle di Matino, Tuglie,
Casarano, Supersano, Ruffano, Racale (calze),
Corsano (cravatte), Maglie (cappelli), Ugento,
Nardò, Monteroni e Campi Salentina per
tessuti. A livello locale risalta la larga diffusione
di laboratori artigianali, nonché di
imprese di piccola dimensione, sviluppatesi
anche grazie all’impiego nei vari processi produttivi
di manodopera a costo contenuto, risultato il
principale fattore competitivo sia sul mercato
interno che su quello internazionale;
> il calzaturiero, particolarmente presente
nell’area, grazie ad uno sviluppo iniziato negli
anni ’50 in una fase preindustriale in cui esistevano
rudimentali catene distinte nelle quattro fasi
(tranciatura, orlatura, montaggio e fissaggio).
Il salto di qualità ha preso avvio dalle
aree di Casarano (Matino, Supersano) e di Tricase
(Patù, Specchia); in queste aree sono
attualmente presenti alcune aziende leader di
grandi dimensioni caratterizzate anch’esse dalla
concorrenza crescente di paesi asiatici con
costi della manodopera particolarmente bassi.
L’export dell’area ha superato negli anni più
recenti i 600 miliardi di lire;
> il turismo, presente nella quasi totalità
della costa salentina sia sul versante adriatico
che su quello ionico, in forte crescita anche
per quanto concerne le presenze estere, alla
quale ha fatto seguito una parallela evoluzione
della struttura ricettiva risultata in lenta,
ma costante progressione. Risulta tuttavia presente
il problema della costruzione di un sistema
turistico provinciale che non può rimanere
confinato allo sfruttamento esclusivo delle
ingenti risorse naturali ed ambientali presenti
nell’area. In corrispondenza dell’incremento
del mercato turistico della provincia non si
è registrato, infatti, l’affermarsi di
paralleli livelli di fruizione collegati con
le altre risorse presenti sul territorio a livello
storico-culturali, artigianali, gastronomiche
e delle tipicità agro-alimentari.
> l’agricolo-alimentare, con significative
specializzazioni nei cibi precotti, nelle farine,
dolciumi, paste artigianali. Diffusa a livello
provinciale risulta comunque la presenza di
operatori legati alle produzioni più
tipiche del vino, olio, confetture e produzioni
lattiero-casearie.
I sistemi dell’area Ionica, legati alla presenza
delle seguenti attività:
> la lavorazione della ceramica, soprattutto
per l’area di Grottaglie, che costituisce un
sistema da valorizzare a pieno anche alla luce
delle più recenti difficoltà legate
all’evoluzione dei mercati
> l’abbigliamento nell’area di Martina Franca,
costituito da un sistema integrato di circa
300 imprese, attualmente alle prese con significativi
processi di espansione e consolidamento dei
mercati che si integra con l'area del Sud Est
barese con l'area di Putignano, Castellana e
Noci.
> il turismo, legato soprattutto alle potenzialità
ancora in gran parte da esplorare per quanto
concerne la costa occidentale sede di un polo
turistico moderno ed in espansione con centro
a Castellaneta Marina
> i poli siderurgico-meccanico e navalmeccanico
concentrati nell’area del capoluogo, tradizionali
settori trainanti del passato industriale tarantino,
sono attualmente interessati da una ripresa
degli investimenti dopo aver attraversato un
periodo di profonda ristrutturazione
> il sistema logistico-portuale di Taranto,
legato alla presenza di un porto industriale
tra i più attrezzati del Mediterraneo
ed a un cospicuo nucleo di recenti investimenti
nel settore della movimentazione di container,
che si sta caratterizzando come una importante
interfaccia per le esigenze di trasporto delle
imprese pugliesi e lucane nonché un nuovo
fattore di attrazione per investimenti esterni
> l'agricoltura, con eccellenti produzioni
di uva da tavola, agrumi, vino, olio di oliva
extravergine ed ortaggi.
Le aree attrezzate:
Con riferimento alla localizzazione dei nuclei/sistemi
produttivi a scala territoriale, la successiva
Tab.1 sintetizza la consistenza effettiva delle
aree destinate agli insediamenti produttivi
nei comuni pugliesi dotati dei necessari strumenti
urbanistici attuativi.
TAB. 1 – Dati e indicatori delle aree con attività
produttive dotate di strumenti urbanistici attuativi.
Sistemi Urbani
|
Aree Impegnate
(ha) |
Aree Assegnate
(ha) |
Aree urbanizzate
(ha) |
|
Totale |
%
su aree previste |
Totale |
%
su aree impegnate |
Con
u.l. in attività |
%
su aree impegnate |
Totale |
%
su aree impegnate |
Capitanata |
920 |
19,7 |
90 |
9,8 |
29 |
3,2 |
20 |
2,2 |
Puglia
Centrale |
1.869 |
44,2 |
350 |
18,7 |
269 |
14,4 |
267 |
14,3 |
Jonico
Salentino |
2.041 |
44,7 |
204 |
10,0 |
98 |
4,8 |
48 |
2,4 |
Puglia |
4.830 |
35,9 |
644 |
13,3 |
396 |
8,2 |
335 |
6,9 |
Fonte: IASM-IPIFonte: IASM-IPI
A riguardo, risulta evidente che il Sistema
Jonico-Salentino e quello della Capitanata registrano
i maggiori ritardi (con la conseguente penalizzazione
per le PMI locali) sul versante della infrastrutturazione.
(1) = Cfr. Unioncamere - Ministero del Lavoro:
Progetto Excelsior 1998.
A riguardo, risulta evidente che il Sistema
Jonico-Salentino e quello della Capitanata registrano
i maggiori ritardi (con la conseguente penalizzazione
per le PMI locali) sul versante della infrastrutturazione.
(1) = Cfr. Unioncamere - Ministero del Lavoro:
Progetto Excelsior 1998.