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Il nodo problematico delle Pari Opportunità uomo-donna nell’accesso all’attività lavorativa assume in Puglia connotazioni e valenze del tutto peculiari, riconducibili:

> alla marcata divaricazione (maschi-femmine) tra i principali indicatori di partecipazione al mercato del lavoro quali: il tasso di attività (maschi = 60,7%; femmine = 27,6%), il tasso di occupazione (maschi = 50,8%; femmine = 19,3%) ed il tasso di disoccupazione (maschi = 16,4%; femmine = 30%);
> ad una situazione che, per quanto attiene al solo aggregato femminile, si presenta addirittura più grave della media del Mezzogiorno: tasso di attività (Puglia = 27,6%; Mezzogiorno = 35,3%), tasso di occupazione (Puglia = 19,3%; Mezzogiorno = 28,7%), tasso di disoccupazione (Puglia = 30%, ma con un tasso di attività di circa 8 punti inferiore alla media meridionale; Mezzogiorno = 31,8%);
> alla presenza di situazioni territoriali, come quelle delle province di Lecce e Taranto, in cui il tasso di disoccupazione femminile sale rispettivamente al 33,9% ed al 37%;
> alla composizione per fasce d’età della disoccupazione femminile che, rispetto ad una media regionale del 30%, evidenzia valori del 63,9% tra le donne in età giovane e adulta (15-29 anni) rispetto al 35,9% dell’omologa ripartizione maschile (media complessiva = 16,4%).


Il mercato del lavoro femminile in Puglia evidenzia, pertanto, le seguenti caratteristiche.

Punti di forza

Accesso al mercato del lavoro:
> Opportunità crescenti di lavoro create dallo sviluppo dell’economia sociale e dalla valorizzazione delle risorse naturali e culturali.
> Alti tassi di scolarità delle donne correlati a bassi livelli di abbandono e ad alti tassi di "riuscita".
> Crescente presenza delle giovani donne in percorsi scolastici adeguati alle richieste del mercato.
> Incremento delle opportunità di lavoro create dallo sviluppo di settori strategici e innovativi (terziario avanzato).
> Crescente propensione delle donne all’autoimpiego ed al lavoro autonomo.
> Aumento della partecipazione delle donne alla vita associativa e culturale.

Permanenza nel mercato del lavoro:
> Adattabilità del sistema di competenze femminili (relazionali, comunicative, organizzative).
> Attenzione delle donne agli aspetti connessi alla qualità, sia nella fornitura di servizi che nei processi produttivi.


Punti di debolezza

Accesso al mercato del lavoro:
> Forti vincoli all’accesso delle donne al mercato del lavoro (grave inadeguatezza di strutture di assistenza per l’infanzia e gli anziani; carenza di servizi alla persona, in generale; mancanza di servizi di orientamento, formazione e informazione rivolti alle donne, specie di età medio-elevata).
> Bassa finalizzazione nel lavoro delle buone performance scolastiche delle donne.
> Forti vincoli all’autoimpiego femminile (difficoltà di accesso al credito; grave inadeguatezza del sostegno pubblico alla creazione di imprese femminili).


Permanenza nel mercato del lavoro:
> Rilevanti vincoli alla permanenza e della crescita professionale delle donne nel mercato del lavoro (scarsa diffusione di regimi di orari e modalità di lavoro flessibili; inadeguatezza del sistema di formazione continua e di orientamento; grave carenza quali-quantitativa di strutture di assistenza per l’infanzia e per gli anziani; inadeguatezza dei servizi alla persona, in generale).
> Forti vincoli che riducono l’affermazione delle nuove imprese femminili (scarsa presenza delle donne nei luoghi di rappresentanza di categoria e ordini professionali; bassa presenza negli organi di decisione delle associazioni e degli ordini; scarsa diffusione di reti).

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