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La situazione in relazione a questi due aspetti appare particolarmente critica, nonostante i livelli di spesa in assistenza sociale in favore dei soggetti e delle famiglie più bisognose risultino tra i più elevati del Sud Italia, dopo Sicilia e Campania, attestandosi intorno a circa il 18% del totale meridionale.

Nell’ultimo biennio, in particolare, l’incremento dei tassi di disoccupazione, dovuto soprattutto all’ingresso di numerosi giovani nel mercato del lavoro, ma in second’ordine anche all’elevato numero di lavoratori espulsi dal mondo del lavoro, ha provocato una situazione di tensione crescente, che ha investito in primo luogo le famiglie, chiamate ancora una volta a sostenere direttamente i costi economici e sociali dell’assenza di lavoro.

Se si considera nel contempo che la Puglia presenta un tasso di attività tra i più bassi del Mezzogiorno, si deduce come allo stato attuale tra le fonti principali di disagio a livello sociale vi sia la forte crisi sul fronte occupazionale.

A ciò si deve aggiungere la constatazione che i redditi pro-capite a disposizione delle famiglie pugliesi (spesso monoreddito) risultano ben al di sotto della media nazionale: con la eccezione della provincia di Bari (che presenta un reddito pro-capite intorno ai 19 milioni di lire a fronte dei 25 milioni della media nazionale), le altre province pugliesi risultano tutte inserite nelle ultime dieci posizioni, con redditi pro-capite compresi tra i 17 ed i 16 milioni di lire, pari al 68% della media nazionale ed al 48% delle prime dieci province più ricche del Paese.

Relativamente ai problemi legati alla sicurezza, gli ultimi anni hanno fatto registrare un ulteriore diffuso peggioramento, così come confermato dalle statistiche disponibili.

Nell’indice sintetico predisposto sui dati Istat riguardante la criminalità e l’ordine pubblico (relativo ai dati del 1997), la Puglia risulta la prima regione a rischio di tutta Italia, seguita da Liguria ed Emilia Romagna.

Particolarmente negativi risultano i dati che riguardano le rapine in banca (Brindisi e Bari presentano ben 27 rapine ogni 100 sportelli, a fronte della media nazionale di circa 9 rapine, collocandosi al secondo e terzo posto nella graduatoria per province a livello nazionale, solo dopo Reggio Calabria).

Allo stesso modo risaltano in negativo i dati sugli omicidi, rispetto ai quali le stesse province di Bari e Brindisi presentano valori tra i più elevati del Paese, con rispettivamente due e tre omicidi denunciati ogni 100 mila abitanti.

E’ questo un problema particolarmente sentito a livello sociale, che tende ad acquisire un ruolo sempre più importante anche a livello produttivo, soprattutto in relazione ai sistemi locali appartenenti alle aree più a rischio.

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