Le stime più recenti
indicano per l’economia pugliese un tasso medio
annuo di crescita del PIL (Prodotto Interno
Lordo) pari all’1,4% nel corso del quinquennio
1994-98, con una discreta accelerazione nel
corso del 1998 che ha espresso un saggio di
sviluppo dell’1,6%.
La buona dinamica di crescita manifestata,
benché abbia condotto il sistema economico
regionale ad eguagliare i valori del trend espansivo
registrato nello stesso periodo dall’economia
nazionale, non è risultata tuttavia sufficiente
ad annullare il differenziale rispetto al tasso
annuo di variazione del PIL italiano nel periodo
1994-98 (+1,7%).
Le previsioni assegnano carattere di stabilità
al processo di ripresa dell’economia regionale
che dovrebbe esprimere valori medi annui di
crescita più significativi, sia nel quadriennio
1999-2002 (+2,4%/anno), che soprattutto nel
corso della seconda fase del ciclo di programmazione
dei Fondi Strutturali (2003-2006) durante la
quale il tasso di crescita medio annuo del PIL
pugliese è atteso su valori del 2,7%.(2)
TAB. 1 – Andamento del PIL nelle province pugliesi
–
Tassi % di crescita media annua.(2)
|
1994-98 |
1999-2002 |
Foggia |
0,8 |
2,3 |
Bari |
1,2 |
2,3 |
Brindisi |
1,3 |
2,3 |
Lecce |
1,3 |
2,4 |
Taranto |
1,6 |
2,1 |
Puglia |
1,2 |
2,4 |
Fonte: Prometeia – Scenari
Regionali e Provinciali 1999
Il sostegno al processo di espansione dell’economia
regionale, ascrivibile in via pressoché
esclusiva alle esportazioni fino al 1997, ha
incominciato ad assumere – a partire dal 1998
– la componente "investimenti" come
importante fattore propulsivo.
Nel corso del 1998, infatti, il lento ma graduale
superamento della crisi del settore delle costruzioni
ha conferito alla variabile "investimenti
fissi lordi" nella sua interezza una dinamica
di crescita a prezzi costanti pari al 2,8% (rispetto
al –0,6% del 1997).
L’annunciata ripresa del ciclo degli investimenti
dovrebbe trovare piena e significativa maturazione
nel quadriennio 1999-2002 in cui il loro tasso
di crescita annuo è previsto su valori
medi dell’8,7%, pressoché doppi rispetto
al dato nazionale (+4,4%).
Significativa si presenta la previsione d’incremento
medio annuo degli investimenti in "macchinari
e impianti" che, nel corso del periodo
1999-2002, sono attesi in regione su valori
di crescita pari al 14,8% (+6,2% a livello nazionale)
con un apice del 19,6% nell’anno 2000 (+7,5%
in Italia).
Il trend espansivo degli investimenti dovrebbe
mantenersi in regione su livelli del 4,7% l’anno
nel corso della fase successiva (2003-2006),
convergendo gradualmente verso i tassi di crescita
tendenziale del Paese (+4,5%).
TAB. 2 - Andamento e composizione degli investimenti
in Puglia -
Tassi % di crescita annua.
|
1997 |
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
2002 |
2003-2006
media annua |
Investimenti
in macchinari e impianti |
0,0 |
4,3 |
14,6 |
19,6 |
13,6 |
11,7 |
6,5 |
Investimenti
in costruzioni e fabbricati |
-1,0 |
1,7 |
3,7 |
3,1 |
2,5 |
2,5 |
2,5 |
Investimenti
fissi lordi |
-0,6 |
2,8 |
8,5 |
10,8 |
8,1 |
7,4 |
4,7 |
Fonte: Prometeia – Scenari Regionali 1999.
L’andamento appena delineato configura una
significativa ripresa del "processo di
accumulazione del capitale" (Investimenti
Fissi Lordi/PIL) che dovrebbe crescere da una
soglia del 13,4% relativa al 1998 (-4,6 punti
percentuali dal dato nazionale) ad un livello
del 17,1% nel 2002 (-2,1 punti dalla media del
Paese), per raggiungere infine il 18,3% nel
2006 (-2,3 punti percentuali dalla media italiana).
Dopo l’ottima performance del 1997 (+9,1%),
nel 1998 le esportazioni pugliesi hanno accusato
i contraccolpi della flessione dell’export a
livello nazionale.
Il tasso d’incremento delle esportazioni regionali
– calcolato a prezzi costanti 1990 – è
stato pari al +3,8% (+1,3% nella media del Paese)
portando la crescita media annua del quinquennio
1994-98 al +6,5% (+6,2% in Italia).
Le stime più accreditate indicano nel
quadriennio 1999-2002 una forte accelerazione
dell’export pugliese con saggi di crescita annua
pari mediamente al 10,1% (+6,5% su base nazionale)
con punte del +11,3% e del +12,3% rispettivamente
negli anni 2001 e 2002.
Nel corso del successivo quadriennio (2003-2006),
il trend di crescita delle esportazioni regionali
dovrebbe mantenersi su valori annui del 12%,
superiori di 3,4 punti percentuali al dato medio
nazionale.
Tutto ciò lascia prevedere nei prossimi
anni un marcato rafforzamento della "capacità
di esportare" (data dal rapporto percentuale
Esportazioni/PIL) da parte del Sistema-Puglia.
Tale indicatore, pari al 10,3% nel 1998 (22,3%
il dato relativo alla media nazionale), dovrebbe
attestarsi infatti al 13,8% nel 2002 (26,1%
per l’Italia) per crescere ulteriormente fino
a raggiungere la soglia del 18,4% nel 2006 (31,6%
il corrispondente valore medio del Paese).
I "consumi privati interni". delle
famiglie pugliesi hanno espresso nel quadriennio
1994-98 tassi di crescita annua (+1,4%) non
superiori a quelli del PIL; la tendenza prevista
nel periodo 1999-2002 è di uno sviluppo
nell’ordine del 2,6% l’anno (pressoché
in linea con il trend nazionale) e del 2,8%
tra il 2003 ed il 2006.
L’andamento dei principali settori produttivi
ha espresso tra il 1994 ed il 1998 - i seguenti
valori medi annui di crescita del valore aggiunto:
> agricoltura = -0,4%;
> industria in senso stretto = +3,9%;
> costruzioni = -1,2%;
> servizi destinabili alla vendita = +1,4%;
> servizi non destinabili alla vendita =
-0,1%.
Secondo le previsioni più accreditate,
la fase quadriennale che si dischiude con il
1999 non prefigura alcuna tendenza settoriale
di segno negativo.
Tutti i maggiori comparti produttivi dovrebbero
mostrare ritmi espansivi del prodotto lordo
variabili da un minimo dello 0,6% e 0,8% rispettivamente
per i "servizi non destinabili alla vendita
" e per l’"industria in senso stretto",
a valori intermedi per l’agricoltura (+2,5%)
ed i "servizi destinabili alla vendita"
(+3,2%), fino al valore più significativo
del settore delle costruzioni al quale le previsioni
assegnano una crescita annua del 4,6%.
Per quanto attiene al secondo quadriennio di
programmazione (2003-2006), l’analisi settoriale
rivela il seguente andamento di crescita annua
del valore aggiunto:
> agricoltura = +2%;
> industria in senso stretto = +3,2%;
> costruzioni = +2,3%;
> servizi destinabili alla vendita = +3,2%;
> servizi non destinabili alla vendita =
+0,8%.
Dalle stime formulate risulta possibile definire
l’andamento della contribuzione dei principali
settori alla formazione del Prodotto Lordo Regionale
nel periodo di programmazione dei Fondi Strutturali.
Il settore agricolo non dovrebbe modificare
l’entità del proprio apporto alla formazione
del Prodotto Regionale in quanto la sua incidenza
è prevista pressoché costante
su valori del 7,4% - 7,5%.
Il settore industriale in senso stretto dovrebbe
contrarre (dal 18,7% al 17,6%) il proprio apporto
alla formazione del Prodotto Regionale nel quadriennio
1999-2002, ma espanderlo leggermente (dal 17,6%
al 18%) nella fase successiva compresa tra il
2003 ed il 2006.
Il comparto delle costruzioni dovrebbe accrescere
la propria quota di contribuzione dal 5% del
1998 al 5,5% del 2002, mantenendola di fatto
inalterata fino al 2006.
Il settore dei servizi destinabili alla vendita
contribuirà al Prodotto Regionale nel
periodo 1999-2006 in modo crescente. Infatti,
la sua consistenza sul valore aggiunto complessivamente
realizzato dal sistema economico regionale crescerà
dal 50,6% del 1998 al 52,3% del 2002, per espandersi
di un ulteriore punto percentuale (53,3%) fino
al 2006.
Il comparto dei servizi non destinabili alla
vendita, con andamento opposto a quello dei
servizi destinabili alla vendita, dovrebbe ridursi
dal 18,2% del 1998, al 17% del 2002, fino al
15,9% del 2006.
(1) = Salvo diversa indicazione, i dati riportati
nel paragrafo fanno riferimento a: Prometeia
– Scenari Regionali e Provinciali 1999.
(2) = In entrambi i periodi il saggio di crescita
dell’economia pugliese non dovrebbe discostarsi
dal dato nazionale. Il dato si riferisce ad
una situazione in assenza di interventi strutturali
di politica di sviluppo.